Fa parte del Gruppo Natpower fondato dal savonese Fabrizio Zago, amministratore delegato di una delle più importanti realtà aziendali specializzate nello sviluppo di infrastrutture per la creazione di energia pulita.

Abbiamo incontrato Fabrizio Zago, Ceo di NatPower nell’ufficio della Torre Bofill in Darsena. La holding, a cui fanno capo 95 società, è sviluppatore indipendente di infrastrutture per la produzione  di energia green: solare, eolica, storage e  idrogeno.

NatPower è presente in Italia, Inghilterra, Washingto DC ed ha anche una piccola sede ad Almati, in Kazakistan, dove tramite la società Zaryk Su si è aggiudicata la gara indetta dal Ministero dell’Energia kazako per lo sviluppo di una centrale idroelettrica nella regione di Almaty. “NatPower è un’azienda di di quasi 100 persone – spiega Zago – è un po figlia di esperienza precedente di un’altra azienda di cui sono stato fondatore e sono stato amministratore delegato”.

Del Gruppo fa parte NatPorwerH, dove H sta appunto per idrogeno. “NatPowerH è una delle società del gruppo e si rivolge alla distribuzione dell’idrogeno – prosegue Zago – Per ciò che riguarda NatPower, come Gruppo ci occupiamo  di energie rinnovabili e siamo creatori di infrastrutture di tradizionali, sole fotovoltaico eolico e storage di energia, mentre con NatPowerH stiamo organizzando la distribuzione per il settore della nautica”.

La realizzazione della prima infrastruttura al mondo di rifornimento a idrogeno verde per la nautica da diporto partirà nell’estate a Venezia, ma sono in corso trattative anche con una trentina di marine e porti italiani , tra questi Genova e La Spezia. Il progetto NatPowerH prevede un investimento di 100 milioni di euro con l’obiettivo di raggiungere almeno 100 stazioni di rifornimento nei prossimi sei anni. 

“Siamo nel porto di Savona e sappiamo che lo shipping in generale è un settore che inquina molto – prosegue Zago – C’è un processo di riduzione delle immissioni di Co2 nella nautica. Oggi c’è una domanda molto forte da parte degli armatori per avere barche che siano più pulite e abbiano meno immissioni e una delle soluzioni al problema è appunto l’idrogeno; parliamo di un idrogeno verde, prodotto con energia rinnovabile ed una molecola che non inquina quando si utilizza. Oltretutto le normative stanno andando verso restrizioni molto forti per i natanti che si avvicineranno alle coste e andranno nei porti turistici. Insomma sarà sempre più difficile avvicinarsi all’isola di Bergeggi con un motore da centinaia di cavalli acceso o di un motore diesel che inquina”. 

NatPowerH sta rispondendo alle esigenze degli armatori progettando le stazioni per la fornitura di idrogeno nel Mediterraneo. “Abbiamo quasi  una trentina di accordi con marine e porti nel Mediterraneo – prosegue Zago – Siamo partiti dall’Italia ma ci stiamo aprendo a porti sulla costa Dalmata, in Turchia, Nord Africa, Spagna e Francia. Anche in Liguria faremo stazioni di rifornimento”. Per le stazioni di rifornimento NatPowerH si è rivolta ad uno degli studi d’architettura più importanti al mondo quello di Zaha Adid. 

“La volontà, molto forte, è quella avere delle stazioni di rifornimento che, anche se comprendono componenti chimiche meccaniche ma non belle da vedersi – spiega Zago – abbiano un ‘involucro’ che sia esteticamente gradevole e che faccia capire che non si tratta di nulla di pericoloso né di inquinante. Abbiamo scelto questo studio di architettura, uno dei primi al mondo, che ha sposato la nostra filosofia realizzando un progetto molto  sostenibile. Faremo una stampa di cemento i 3D, le strutture saranno realizzate con materiali sostenibili e saranno totalmente riciclabili”.

Nonostante il lavoro porti Fabrizio Zago e i suoi manager, in gran parte savonesi, in giro per il mondo, rimane forte l’attaccamento al territorio del Savonese. 

“L’azienda è stata fondata da me e ci sono diversi savonesi che fanno parte del top managment – conclude Zago – Non è una coincidenza sia io che Andrea Minerdo, amministratore delegato di NatPowerH, abbiamo giocato nella squadra di football americano dei Pirates da giovani e il nostro cuore è ancora quello. Quindi ci fa piacere sostenere una realtà sportiva che è un po’ fuori dagli schemi e che dura da decenni. Sono 40 anni che questi che io chiamo ancora “ragazzi” portano avanti questa passione che coinvolge tanti giovani e che va coltivata. Abbiamo fatto un contratto di sponsorizzazione con i Pirates e e abbiamo intenzione di spingere la squadra in futuro”.