Che Pirates 1984 a Reapers Torino si sarebbe dimostrata una partita da veri amanti del football americano si era capito già studiando il “warm up” nel pre gara. Entrambi i roster carichi a mille e concentrati al massimo per la battaglia che sarebbe scoppiata di li a poco. Andiamo con ordine.

Grugliasco, ore 21.00, 9 gradi e cielo plumbeo con pioggerella inglese quasi fastidiosa per i giocatori sul gridiron. I padroni di casa in jersey blu sono alla ricerca del gran colpo, battere ed agguantare in vetta al girone C i pirati, saliti in Piemonte con la loro color rush “total White”.

L’impresa sembra ardua ma ad aiutare i “mietitori” le tante, troppe defezioni dell’ultimo momento in casa Pirates, infatti mancheranno addirittura 7 starter per i liguri e i nomi sono altisonanti: Filippo Fiammenghi Mattia Novara e Davide Leoni in attacco mentre Matteo Bruno, Alessandro Bologna, Stefano Leidi,e Enrico Reglioni out in difesa. Regalare cosi tante “star” ai torinesi renderà le cose senz’altro facili, ma ecco che il coaching staff di Giuso Delalba metterà in campo 2 armi segrete, costruite con pazienza, che faranno la differenza tra vincere o soccombere, ovvero la forza del gruppo e la mentalità da squadra leader, con un roster consapevole della propria forza sia nei backup che nei titolari in campo.

Con queste pesanti defezioni chiaro che i Pirates tenderanno a correre molto, guadagnando territorio con drive lunghi, giocando con il cronometro e stancando la defense Reapers. Il risultato di 6-9 per i liguri fa intendere che la “battaglia” del CUS Torino field sia stata una gara per veri intenditori, da innamorati di quel football americano costruito e studiato per avanzare yard dopo yard, mangiando quei centimetri che Al Pacino nel film cult “Any given sunday” spiega essere tutti intorno ai giocatori, e che alla fine faranno la differenza tra vincere o morire.

I Pirates quei centimetri li hanno sudati e conquistati uno dopo l’altro, e sono sopravvissuti come gruppo agli attacchi degli agguerriti torinesi, i quali dopo aver “scoutato” al meglio i Pirates, hanno sfoggiato una gara tutta fisico e aggressività. Per la prima volta in campionato i liguri vanno sotto di un touchdown, grazie alla corsa da 2 yards del forte numero 17 Reapers Davide Delfino in versione RB. L’extra point del fenomenale RB torinese Luca Brun sarà impreciso e il vantaggio dei padroni di casa si limiterà al 6-0.

Proprio adesso, con tante defezioni a roster e sotto soprattutto mentalmente, coach Giuso Delalba aspetta la risposta del suo gruppo, che arriva immediatamente. Il tempo di ripartire che QB Federico Burato inizia a cannoneggiare la secondaria Reapers e in uno di questi precisi “deep pass” arriva il pareggio di Baca Ugalde, il quale dopo aver ricevuto il passaggio, con 2 finte elude i difensive back Reapers e si invola in endzone. Anche il punto addizionale pirata non andrà a segno e la gara ritorna in perfetta parità, 6-6 e match tutto da giocare.

Dopo alcune flag sanguinose dei liguri che regalano yards infinite ai torinesi, ecco le due azioni che risulteranno decisive per la gara. Luca Brun, in stato di grazia sulle corse, sbaglia ancora su calcio e questa volta i punti in palio erano 3. Il suo field goal risulterà impreciso. Dall’altra parte sponda Pirates dopo un altro drive fatto di corse e sudore ecco entrare in campo Davide Gregorini, kicker insieme a Stefano Raffaelli dei pirati. La distanza è siderale, e in IFL2 non si vedono quasi mai tentativi di field goal da 42 yards. Ma la potenza nella gamba Gregorini ce l’ha e la precisone non manca. La palla vola in mezzo ai pali e mentre il WR numero 89 squarcia il cielo scuro di Grugliasco con un urlo liberatorio, il tabellone segna il vantaggio Pirates, 9-6.

Di fatto il punteggio termina qui, manca ancora tutto il secondo tempo. Badate bene il risultato finisce sul field goal dei Pirates, ma di certo non la battaglia sul gridiron.

Negli ultimi 2 quarti di gara i Pirates correranno molto con Giacomo “bull” Querzola, con il giovane e talentuoso RB Fabrizio Longato. Addirittura QB1 Burato con fisicità assoluta metterà a referto yards con le sue corse inarrestabili. Scivola via cosi il terzo quarto e buona parte dell’ultima frazione di gioco. I due minuti finali di gara saranno infiniti, a riprova di una gara fatta di studio e sacrificio da entrambi i roster.
In evidenza ancora una volta le ottime corse del veloce WR Pirates Andrea Fiammenghi, in versione quarterback, al quale solo un drop nel backfield, concesso forse più dalla stanchezza, accenderà le speranze Reapers di acciuffare quantomeno il pari.
IL fischio finale della crew arbitrale (Tognoni, Maghini, Pilia, Gilardi A, Gilardi D) libererà l’urlo di gioia dei Pirates, che chiudono così le gare del girone C con un immacolato 6-0.

Per i Reapers solo complimenti, ad iniziare con l’ottimo lavoro del coaching staff in sideline, per finire con alcuni “pezzi pregiati” dei torinesi, su tutti i 2 WR dalle mani d’oro Davide Delfino e il veloce numero 81 Morris Clarke e il sempre reattivo DB Cibuc Petru.
Per i liguri dopo questa vera e propria guerra portata a casa, l’MVP di week 8 risulterà proprio il gruppo. Dai senatori in campo, i vari Stefano Raffaelli, Luca Parodi il forte TE, e Gary Andrade per passare alle due linee Pirates, le spine dorsali che spesso non vengono citate. I giganti buoni che fanno il lavoro sporco ma che regalano yards e vittorie. A loro e al line coach Giovanni Modena un grosso applauso e un grazie da parte dei molti tifosi Pirates accorsi a Grugliasco nonostante una temperatura e un clima da “Christmas bowl” (9 gradi la temperatura massima al CUS Torino field).

Dopo tutte queste emozioni arriva una lunga pausa primaverile per i Pirates, che gli permetterà di recuperare i tanti assenti e curare lividi e ferite sul corpo ma non nella mente. Appuntamento domenica 25 maggio a Bergamo contro la bestia nera Lions. Avversario atteso e da sconfiggere per coach Giuso Delalba, consapevole di avere due potenti armi in più, un gruppo solido dal primo all’ultimo uomo, e una mentalità da squadra vincente che sicuramente aiuterà i Pirates a navigare verso mari sempre più lontani.