
I Pirates hanno la capacità innata di far vivere le loro stagioni cosi intensamente che, alla fine dei giochi, in off season quando di punto in bianco tutto si ferma e smettono ansie, preparazioni, allenamenti, dolori e partite, di colpo ti guardi allo specchio e in soli 4 mesi te ne senti addosso almeno il doppio, e qualche capello bianco in più a ricordare che il football vissuto e respirato non è affatto uno scherzo.

Dalla piovosa e fredda presentazione di febbraio al teatro Don Bosco di Varazze, alla calda e avvincente semi finale di giugno disputata nel teatro più bello, il Pirates field, in tanti si chiedevano cosa potesse mancare ai Pirates per diventare invincibili. Poteva trattarsi di tecnica, di fortuna, oppure più esperienza individuale? Il cuore assolutamente no, perché questo è sempre stato il muscolo più usato dalla ciurma del “prez” Michele Giacchello. Cosa allora mancava ai Pirates per consacrarsi definitivamente tra le big del football americano nostrano… semplice, la mentalità.
Affiorata in quel di Varazze presentando staff, giocatori, ed un main sponsor (Natpower H) tutto nuovo a spalleggiare la ciurma, cresciuta gara dopo gara, vittoria dopo vittoria, e consolidata in partite “away” senza 7 starter oppure contro franchigie più titolate.
La vera chiave di svolta della stagione perfetta dei Pirates è stata la consapevolezza di essere una contender a tutti gli effetti, di giocare sempre contro chi avrebbe dato il massimo per dare “notizia” di aver sconfitto i Pirates, di avere chiaro in testa che l’asticella si era alzata, e dare il massimo fisicamente in campo forse non sarebbe più bastato.

Bravo il coaching staff a tenere sempre alta la concentrazione del roster, ad iniziare dalla punta dell’iceberg, il capo allenatore Alfredo Giuso Delalba, alla sua sesta stagione nella west coast ligure, davvero ottimi i due coordinatori, Alice Menaballi e Michele De Cunsolo, sapienti strateghi in sideline e punti di riferimento fuori dal gridiron.
Giovanni Modena il perfezionista delle linee offensiva e difensiva, Ivano Ronco e Domenico Abate, 2 tra i migliori special team coordinator del nostro football, per passare ai “ragazzi” che hanno coordinato gli allenamenti dei vari ruoli, Giacomo Querzola per i runningback, Ismail Lamamra per i widereceiver, Roberto Menin, Alessandro Smaniotto e Matteo Rossi, a supporto di linee, difesa e ricevitori. Un plauso a Massimiliano Delfino responsabile della giovanile flag pirata insieme ad una sempre presente Cinzia Vignolo. Massimiliano che in ogni partita, sotto la pioggia, con vento o sole cocente, è sempre stato con fogli e penna a segnare tutto quello che bisognava fare sapere al coaching staff durante l’intervallo e nel post game.

Perfetto il lavoro svolto dal front office, il quale quando in Italia sembra cadere la noia e il letargo più assoluto sul football americano, si trova sempre a lavorare “nel lato oscuro della luna”, mentre i riflettori sul campo sono spenti, nell’intento di forgiare al meglio la ciurma da consegnare nella mani del coaching staff. Tanti gli innesti per garantire massima copertura in tutti i reparti ma soprattutto in offense il GM Meini e coach Giuso Delalba sono stati in grado di rinforzare la “Airline” e garantire alla batteria di QB (Burato, Arnaldi e Radu) una forza aerea seconda a nessuno in IFL2.
Eugenio Meini, instancabile e sempre presente GM pirata, Alberto Murialdo silenzioso e mai domo vice presidente, Giovanni Casirati, Raul Zancan e Pietro Giacchello, sempre negli uffici o intorno al gridiron, a fare tutto il necessario per garantire tranquillità ed efficenza a tutto il roster. Tutto supervisionato dal presidente Michele Giacchello e la sua fidata cagnolina Maya, ormai divenuta la mascotte del Pirates field.
Finiamo in bellezza con il lato forte dei pirati, le ragazze senza le quali poco o nulla si potrebbe fare. Elena Dolci Giuso e Francesca Giuso, le scorer Pirates, le quali vivono di appunti e numeri, forse le 2 persone che meno si godono la partita, anche quando l’azione si sviluppa magari a 3 yards dai loro taccuini.

Le Pirates female da anni tra le miglior 8 squadre italiane del flag football. Dominatrici dei propri gironi e costante presenza alle finali di Grosseto. Ma non solo questo per loro, perché dietro a grandi uomini ci sono sempre ed immancabilmente grandi donne, ed ecco nuovamente le Pirates female al lavoro, tra palloni, asciugamani, acqua e tutto il supporto possibile ed immaginabile, nella concitata vita in sideline durante una partita.
Una settantina di persone che anno dopo anno, da ottobre a luglio, suda, lotta, affronta viaggi, difficoltà e la gelida tramontana ligure che nelle serate di novembre ti taglia il volto come un rasoio affilato, per uno scopo solo, vincere per e con i Pirates, forti di una mentalità tutta nuova che li porterà sicuramente a lidi ancora inesplorati.
Riavvolgiamo il nastro dei ricordi adesso, e torniamo indietro con la memoria all’allerta meteo gialla del 3 marzo 2024. Al Pirates field sferzato da una pioggia battente e costante, sta per iniziare la regular season dei pirati. Il primo snap della stagione finalmente, e alle 14.30 finirà l’attesa. Basta chiacchiere, basta prediction, basta scherzare, sarà football giocato signori!

Gli avversari sono i Blue Storms, neo promossi dal campionato 9FL e vengono da Busto Arsizio, le telecamere per il tanto atteso primo gameday portano nelle case degli italiani immagini che lasciano a bocca aperta. Pioggia torrenziale e vento di burrasca che sferzano i pirati nella loro nuova divisa “Total White”, alla ricerca della concentrazione finale nel pregame, incuranti della tempesta che si sta abbattendo sul Pirates field… ma questo insieme a tutte le battaglie della regular season Pirates le vedremo nel chapter two, “a perfect season”.
GIORGIO BIANCHINI, UFFICIO STAMPA PIRATES 1984.