
Vi diamo il benvenuto ad una nuova rubrica che ogni 15 giorni vuole dare voce ai protagonisti Pirates sul gridiron, in sideline e nel front office.
Quest’oggi come primo ospite non potevamo che avere l’head coach Alfredo Giuso Delalba, il quale con la consueta disponibilità risponde a 4 nostre domande.
-Buongiorno coach iniziamo subito venendo al sodo, la regular season è terminata con un record storico di 8-0, possiamo quindi parlare di “perfect season” a tutto tondo?
-La stagione fino ad ora, con un record così si può dichiarare tranquillamente perfetta e per questo voglio fare un plauso ai miei ragazzi e a tutto il coaching staff, perché per ottenere questo fantastico risultato hanno lavorato tuttti duro per 8 mesi.
Se i numeri sottolineano una “perfect season”, al contrario noi non siamo stati perfetti e dobbiamo lavorare ancora più duramente se vogliamo raggiungere il nostro obbiettivo, che ovviamente è quello di partecipare al gran ballo e portare al Pirates field il titolo.
-Tra 2 settimane proprio al Pirates Field andrà in scena la semifinale di IFL2, che vi vedrà sfidare la vincente della “wild card week” tra Saints Padova e Vipers Modena. Ha delle preferenze sul possibile avversario?
-Non ho preferenze, entrambe le franchigie sono ricche di tradizione sportiva e sono molto forti. I patavini sono fisici, ben messi in campo e dimostrano ogni anno di avere un grande carattere, gli emiliani hanno un organico esperto che ha militato la scorsa stagione in IFL, coadiuvato da alcuni giocatori di Reggio Emilia, inoltre i Vipers hanno a dirigere un coaching staff di altissimo livello, quindi chiunque si presenterà al Pirates fields sarà protagonista insieme a noi di una semifinale di grande caratura tecnica e agonistica.
-Coach lei è al timone dei Pirates 1984 dall’autunno del 2018, facendoli diventare una delle più forti realtà della IFL2. Qual’é
l’ingrediente principale, se può svelarcelo, del suo programma che ha reso grande la franchigia albisolese che proprio quest’anno spegne 40 candeline?
-Se mi soffermo a pensare che sono già passati sei anni mi vengono i brividi, il tempo vola via veloce quando si è concentrati sull’obiettivo finale come lo siamo stati noi. La programmazione fatta in lungo corso alla fine ha pagato e i risultati sono sotto gli occhi di tutti oggi.
In questi sei anni abbiamo avuto un turn over basso dovuto a giocatori che hanno appeso il casco al chiodo per motivi fisici oppure per motivi professionali. Quello è stata molto probabilmente il momento più importante di tutti questi anni, dove siamo stati bravi a costruire intorno ai giocatori giovani, che avevamo a roster, quella che oggi è la base solida dei Pirates, elemento fondamentale ed imprescindibile per la struttura del team.
L’ingrediente principale, non tanto segreto per chi mi conosce, è sempre stato il rapporto non con il giocatore che avevo di fronte, ma la persona, l’uomo che scendeva sul gridiron la domenica, perché là dove c’è il rispetto e si incontrano i caratteri si possono costruire grandi cose e raggiungere target importanti. Negli ultimi 2 anni abbiamo inserito atleti esperti per dare continuità al progetto e per elevare anche la caratura tecnica. Insieme a loro abbiamo valutato che vi fosse realmente la possibilità di poter intraprendere questo percorso, e per questo mi reputo molto fortunato, perché questi ultimi uomini si sono inseriti in un contesto già consolidato con grande umiltà, disposti a collaborare a 360°.

A voi diamo appuntamento tra 2 weeks con un altro protagonista dei vostri Pirates 1984… stay tuned skull gang.
GB
-Coach un ultima domanda, scostandoci per un attimo dalla sua macchina perfetta. Come vede coach Giuso Delalba il futuro prossimo del football americano in Italia ?
-Domanda tosta ma interessante. Se le cose non cambieranno, a mio avviso avremo sicuramente una debacle sotto l’aspetto numerico delle franchigie iscritte, alcune probabilmente si troveranno a dover chiudere bottega, per mancanza di fondi o di ricambio generazionale. Fino a quando tutti noi non comprenderemo che è fondamentale strutturare dei programmi di crescita, i quali dovrebbero essere valutati dopo almeno 3 anni di lavoro, con obbiettivi chiari e materialmente raggiungibili, dove alla base vi dovranno essere, nella maniera più categorica, le categorie “junior” splittate tra tackle e flag football, purtroppo avremo poche chance di riattivare il movimento. Inoltre noto sempre più spesso, con mio profondo rammarico, che in molti mettono davanti il loro ego per rincorrere una medaglia o i riflettori della notorietà, piuttosto che i ragazzi che trovano di fronte a loro, i quali sono e saranno sempre la linfa vitale per il nostro movimento sportivo .
– Coach Giuso Delalba non ci rimane che ringraziarla del tempo che ci ha voluto dedicare, e delle sue parole sempre schiette senza tanti giri di valzer prima di congedarla, dandole il mio più sincero in bocca al lupo per la post season Pirates ormai alle porte.
– Viva il lupo!